Tecnologie digitali e insonnia: tra rischi, terapie e intelligenza artificiale
di Dott. Luigi Lavorgna
In questo episodio esploriamo il ruolo delle tecnologie digitali nella diagnosi e gestione dell’insonnia.
Ne parliamo con Luigi Lavorgna, neurologo, Azienda Ospedaliera Universitaria Luigi Vanvitelli di Napoli, Coordinatore del gruppo di studio “Neurologia Digitale e Intelligenza Artificiale” della Società Italiana di Neurologia e Presidente Regionale sezione Campania della Società Italiana Salute Pubblica e Digitale.
L’esperto affronta le nuove frontiere della neurologia riferite alla medicina del sonno. App e dispositivi wearable stanno cambiando il modo in cui monitoriamo l’insonnia: utili come supporto, ma non sostitutivi della diagnosi clinica, devono essere integrati con strumenti validati come l’actigrafia. Lavorgna chiarisce anche il paradosso tra l’uso notturno di smartphone, che può peggiorare la qualità del sonno inibendo la melatonina, e la terapia cognitivo-comportamentale digitale (CBT-I) che, se prescritta e seguita correttamente, può invece migliorarlo. Infine, uno sguardo al futuro: sensori ambientali, wearable e algoritmi di intelligenza artificiale permetteranno di profilare con precisione il sonno dei pazienti, aprendo la strada a trattamenti sempre più personalizzati, ma richiederanno attenzione agli aspetti etici e regolatori.